I NEGOZI TRADIZIONALI TRA CENTRI COMMERCIALI ED E-COMMERCE

Gianluca Mazza Comunicazione Digitale, Gestione Digitale 23 giugno 2015 Leave a reply

Vi ricordate la famosa frase di Humphrey Bogart al telefono davanti alle rotative in movimento?
” E’ la stampa bellezza, la stampa. E tu non ci puoi fare niente, niente.”

HumphreyBogartDeadlineVorrei riprenderla e dire:
“E’ il digitale bellezza. Il digitale. E tu non ci puoi fare niente, niente”.
Lo sconvolgimento digitale della nostra società sta continuando inesorabile e inarrestabile. Tutto intorno a noi sta cambiando. Per esempio oggi:
1 – Sempre più persone (e ormai sono davvero tante) sono abituate a ricercare prodotti e servizi tramite internet.
2 – Con l’arrivo dello smartphone le persone usano il telefono soprattutto per navigare in internet e non più per telefonare.
3 – Ora quasi un italiano su tre acquista online per uso privato e il fatturato e-commerce è più che raddoppiato negli ultimi 5 anni.

Di fronte a questa vera e propria rivoluzione di comportamenti e abitudini i piccoli negozi al dettaglio stanno reagendo?


Non molto bene a giudicare dalle cifre: nel 2014 hanno chiuso in media 21 esercizi commerciali al giorno nel settore del commercio al dettaglio in sede fissa (Fonte: Elaborazione su dati dell’Osservatorio Nazionale del Commercio, Ministero dello Sviluppo Economico).
E’ vero che, da alcuni anni, i negozi tradizionali stanno affrontando una concorrenza durissima da parte di centri commerciali e dei marketplace di commercio elettronico (amazon e ebay per citarne due) ma é sbagliato pensare che la competizione si giochi solo sul piano del prezzo. Centri commerciali e aziende di e-commerce stanno rispondendo meglio alle nuove esigenze e alle nuove modalità di acquisto delle persone.
Dite di no? Proviamo a metterci nei panni di un cliente digitale (e come dicevo prima ce ne sono sempre più):
mi collego ad internet, digito un prodotto, leggo, confronto diversi fornitori e prezzi, guardo un video, cerco pareri di altri clienti, controllo la reputazione del fornitore e magari alla fine compro pure. E magari l’ho fatto perché ho ricevuto una mail con una promo o un’informazione, mi è caduto l’occhio su un banner pubblicitario mentre leggevo un articolo ho scoperto il prodotto in un post di facebook.
Tutto questo è possibile oggi in un negozio tradizionale?
Alcuni negozi hanno reagito realizzando un proprio sito internet. Ma anche ammesso che digitando per esempio “negozio abbigliamento per bambini Verona” il negozio appaia nelle prime 3 pagine di Google, spesso l’unica informazione che si riceve è indirizzo numero di telefono email e magari un breve testo descrittivo. Punto. Tutto qui.
Il sito internet di oggi equivale all’inserzione nell’elenco “Pagine Gialle” di ieri. Se so già cosa voglio cercare, probabilmente lo trovo. Ma se non lo so …
Ci vuole molto di più.
E’ necessario potenziare e ampliare, attraverso le tecnologie digitali, le due grandi competenze che hanno sempre contraddistinto un commerciante di successo: saper selezionare e scegliere i prodotti che vende e saper curare le relazioni con i propri clienti. In più diventa necessario sviluppare una nuova competenza: cercare, acchiappare e trattenere i clienti ad uno ad uno. Mentre fino a pochi anni fa bastava alzare la saracinesca e attendere, ora è necessario andarseli a prendere i clienti.
Se le prime due competenze sono il patrimonio specifico di ogni commerciante, la terza richiede di lavorare su due capacità fondamentali:
1) Attrarre continuamente persone e clienti
2) Offrire loro un’esperienza di acquisto “speciale”
Ciò richiede di ripensare fuori e dentro il negozio, in modo integrato, e di mescolare negozio “fisico” (location, prodotti, ambiente, personale) con negozio “virtuale” (internet, mobile, interazione in negozio).
Un esempio?
Dare la possibilità ai clienti di vedere gli articoli in vendita, avere informazioni sulle materie prime, sulla lavorazione, sui produttori, leggere le valutazioni di altri clienti: o ancora dare la possibilità di vedere la disponibilità del prodotto e poterlo prenotare per il ritiro o addirittura acquistarlo online. Ancora: consigliare altri prodotti o servizi in base agli acquisti passati del cliente. Avvisare nel caso di manutenzioni o controlli da effettuare. Dare assistenza post vendita sull’utilizzo o su problemi che dovessero insorgere.
Molti commercianti sono davanti ad un bivio: ripensare il proprio punto vendita adattandolo ai cambiamenti della società dei nuovi cittadini e consumatori in un progetto di integrazione di tradizione e innovazione oppure allungare la fila di quelli che “sono stati costretti a chiudere”.
Scegliere di scommettere, osare, muoversi è difficile, rischioso, incerto ma quale soddisfazione e premio per chi riesce a realizzare il proprio progetto.

“… Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io –
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza”.
Robert Frost – La strada che non presi

111176524


Lascia un commento

Your email address will not be published.