Tracciabilità di filiera: guardiamola con occhi diversi

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Gianluca Mazza Gestione Digitale 5 marzo 2018 Leave a reply

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù!

Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio!

È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva!

(Professor Keating – L’Attimo Fuggente)

Sono ormai due anni che sto gestendo per Federbio la piattaforma cloud FIP (Federbio Integrity Platform) per la tracciabilità della filiera italiana dei cereali da agricoltura biologica.

La piattaforma registra e controlla il percorso delle materie prime dal produttore agricolo fino al primo trasformatore, tipicamente un molino oppure un mangimificio.

Perché è nata FIP?

Perché è in questo tratto di filiera che negli ultimi anni si sono concentrate alcune frodi che hanno messo in seria crisi la credibilità del settore.

C’era quindi, e direi c’è, necessità di controllare il flusso dei prodotti ed essere sicuri della loro provenienza.

La piattaforma cloud, promuovendo un modello cooperativo tra i vari operatori della filiera, permette al capofiliera di controllarne l’integrità.

Infatti:

  • Ogni operatore, a partire da chi acquista direttamente dal produttore agricolo fino ad arrivare al capofiliera, si deve occupare di verificare e migliorare la propria specifica filiera di approvvigionamento.
  • Se un operatore non se ne occupa il suo cliente è avvertito e può chiedere azioni di miglioramento o avviare controlli.

FIP risponde bene al concetto tradizionale e generalmente condiviso di filiera.

Infatti oggi un’azienda agroalimentare crea una filiera per:

  • Essere sicura che i propri prodotti rispettano le norme vigenti in qualità e sicurezza.
  • Facilitare richiami e ritiri di prodotto.
  • Per garantirsi un approvvigionamento (soprattutto nel bio è una questione molto attuale)
  • Per raggiungere maggior efficienza attraverso una programmazione.
  • Per stabilizzare il prezzo.

Ok, riprendendo l’immagine all’inizio, siamo seduti al nostro banco e ci guardiamo intorno: il compagno accanto, la lavagna al muro, il cielo fuori dalle finestre, un aeroplanino di carta sul pavimento due file davanti a noi, il rumore di una mano furtiva infilata in un sacchetto di patatine, la voce monotona dell’insegnante.

È il mondo come lo vediamo tutti i giorni.

E se ora provassimo a cambiare angolazione? Dai in piedi! Mettiamo un piede sulla sedia, ecco così e l’altro sul banco. Sì proprio sul banco.

Osiamo.

Cosa si vede da questa nuova insolita e non convenzionale posizione?

Beh io quando l’ho fatto ho cominciato a vedere, immaginare un’altra filiera agroalimentare.

Un nuovo concetto di filiera che parla di valore invece che di costo, di identità invece che di origine, di persone, saperi e passioni anziché di specifiche tecniche.

Questo ho visto stando in piedi sul banco.

Quante volte diciamo che i prodotti agroalimentari italiani sono un’eccellenza, e quante volte un produttore tiene a precisare che il suo prodotto non è come gli altri, perché la materia prima … lui lo fa proprio come lo faceva suo nonno … perché lui ha una ricetta segreta … perché in quel territorio … e così via.

Perché non raccogliere, gestire, verificare tutte queste informazioni ad ogni passaggio, lungo la filiera, basandosi su fatti e informazioni reali che possono sempre dimostrare da dove viene e com’è stato realmente ed effettivamente fatto quel prodotto?

E poi condividerle, comunicarle sfruttando a pieno le possibilità delle nuove tecnologie digitali.

Ecco questo ho in mente: una piattaforma non si limita solo a tracciare prodotti, ma permette di tracciare le loro storie: una piattaforma di “storytracing”.

Tutti i popoli del mondo han saputo mescolare la farina del grano con l’acqua e n’han cavato dei pani o dei biscotti, ma le forme fantasticamente svariate delle paste alimentari, di cui gli spaghetti son soltanto una, sia pur la più celebre, son proprio dell’immaginazione di un popolo artistico come l’italiano, che ha capito che per mangiare bene non basta offrire cosa sana e nutriente ed igienicamente preparata…

(Giuseppe Prezzolini – Maccheroni & C.)

Appunto.


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