La legge fondamentale del reale

Gianluca Mazza Analisi Digitale 8 Novembre 2018 Leave a reply

In un precedente articolo concludevo affermando che più lavoriamo per rendere semplici, puliti ed essenziali i processi aziendali (il modo di fare le cose) e più scopriamo una bellezza che emerge.

E’ un lavoro simile a quello che fa il mare:

Tu butti qualcosa in mare, e il mare (dopo un tempo imprecisato e imprecisabile) te lo restituisce lavorato, finito, levigato, lucido o opaco secondo il materiale, e anche bagnato perché così i colori sono più vivaci

(Bruno Munari, Il Mare come artigiano)

Ok, il mare si prende il tempo che vuole e non deve rendere conto a nessuno, ma concorderete con me che è una bella immagine.

Ecco, in questo momento sto facendo storytelling, e cioè raccontandovi che il lavoro di re-ingegnerizzazione dei processi è come il lavoro di un sapiente e paziente artigiano.

Sto inventando? Sto raccontandovi una favoletta? Vi sto nascondendo la realtà?

Alessandro Baricco in una delle Mantova Lectures, enuncia una definizione di storytelling (parola tanto abusata e malusata che spesso genera diffidenza e sospetto), studiata insieme ai suoi collaboratori della Scuola Holden. Definizione parziale ma che ha il pregio della chiarezza.

Pulita come una formula matematica (o se volete come un sasso ben levigato):

“Sfila via i fatti dalla realtà: quel che resta è storytelling”

E infatti ecco qui la formulazione matematica dell’enunciato:

R-F = S

Da qui possiamo facilmente ricavare la formula inversa ottenendo:

R = F+S

Vale a dire la realtà è la somma di fatti e storytelling.

La chiamiamo: Legge Fondamentale del Reale.

Il racconto non si aggiunge alla realtà, riorganizzandola, schematizzandola, trasfigurandola in qualcosa d’altro di più avvincente, ma è integrato ai fatti,un tuttuno con i fatti, ed é quindi parte stessa della realtà che sperimentiamo.

Quindi i fatti (disegno linee e caselle e scrivo testo) uniti allo storytelling (l’arte di analizzare e descrivere processi) restituisce la realtà di ciò che sono: un piccolo artigiano che ha la sua bottega di smontaggio e rimontaggio processi.

Se è vero che lo storytelling è altro rispetto ai fatti (non alla realtà), ne è anche fortemente connesso, direi che quasi che ha bisogno del supporto fisico dei fatti per esistere.

Un esempio? Cosa c’è di più fantasioso e evasivo di una storia Pixar.

Pixar, un esempio di Storytelling: la storia di Matthew Luhn

Eppure, sentite cosa dice Matthew Luhn, storyteller che ha lavorato oltre 25 anni in Pixar e ha collaborato a film come Toy Story, Ratatouille,Cars:

Se vuoi raccontare storie sulla vita, devi vivere la vita“.

Facciamo questo attraverso molte ricerche. Molti dei personaggi di “Cars” sono basati su un viaggio di ricerca che abbiamo fatto sulla Route 66 e abbiamo impiegato molto tempo ad esplorare Parigi e imparare a cucinare il cibo francese per “Ratatouille”.

Tutto ciò che facciamo è basato sulla ricerca, sui dati.

È questo che costruisce la connessione emotiva”.

Prendo l’inizio e la fine:

  • Se vuoi raccontare la vita devi vivere la vita
  • È questo che costruisce la connessione emotiva

E’solo partendo dai dati, dai fatti, che si arriva a raccontare storie che emozionano. L’emozione nasce dal vivere, nella storia, una situazione vicina alla propria esistenza, alla propria vita quotidiana.

Per riproporre una situazione che crea connessioni emotive con chi ascolta la storia è necessario studiare a fondo la realtà e isolare quegli elementi che possono essere riproposti nella storia che si vuole raccontare.

Qui annoto il primo appunto:

  • Se voglio raccontare un’azienda o addirittura una filiera produttiva devo basarmi sulla ricerca e sui dati. Vivere la vita se vuoi raccontarla.E collego questo appunto con ricordo che affiora mentre scrivo (e che mi sembra perfetto) e cioè che:

La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla“.(Vivere per raccontarla”di Gabriel Garcia Marquez)

Raccontare non è una telecronaca in diretta, ma un lavoro di memoria, di rielaborazione di ricordi.

Di nuovo R= F+S.

Punto.

E un grazie devoto a Gabriel Garcia Marquez per averci regalato e raccontato la sua vita.

Il racconto di Ed Catmull

C’è un altro aspetto che mi interessa indagare ed è come le nuove tecnologie digitali cambiano il modo di fare storytelling.

Ho incrociato, navigando in rete, una frase di un altro maestro Pixar, Ed Catmull (uno dei fondatori insieme a John Lasseter e Steve Jobs):

“Walt Disney lo ha capito. Credeva che quando il cambiamento continuo, o la reinvenzione, è la norma in un’organizzazione e la tecnologia e l’arte sono insieme, accadono cose magiche.”

“John Lasseter ha coniato un detto che coglie questa dinamica: “La tecnologia ispira l’arte e l’arte sfida la tecnologia.” Per noi, quelle non sono solo parole; sono uno stile di vita che deve essere stabilito e deve essere costantemente rafforzato”.

Conoscere e utilizzare ciò che la tecnologia digitale ci mette a disposizione per innovare e reinventare il modo in cui raccontiamo e percreare “connessioniemotive” che rendono la nostra storia magica.
Walt Disney è sempre stato appassionato di scienza tecnologia e viene poco evidenziato che ha introdotto molte innovazioni tecnologiche nell’arte dell’animazione.

Storytelling di Filiera

Allora penso a ciò che vogliamo fare in Attividigitali: storytelling di filiera.

Che, per noi. significa catturare, strutturare e organizzare il continuo flusso di dati: per esempio dati da satelliti, sensori e apparecchiature sul terreno, dati provenienti da software gestionali, big data analysis sui canali social e sul web.

Siamo infatti convinti che le filiere siano organismi vivi, che cambiano ed evolvono ogni giorno e che solo uno studio costante, sistematico e approfondito dei dati permette di conoscere la realtà di una filiera e delle aziende che la compongono.

La nostra sfida è riuscire a raccontare questa realtà, creando storie di aziende, di prodotti, di uomini, di territori. Ma, attenzione: storie fortemente legate alla realtà e quindi strettamente dipendenti dai dati e dalle informazioni reali raccolte lungo la filiera (e sempre diverse).

Ecco l’idea di una piattaforma cloud per costruire, tracciare, collegare, e raccontare filiere.

Da un alto un potente sistema di raccolta ed elaborazione di dati e informazioni come, per esempio: dati meteo, dati agronomici, analisi di laboratorio, pratiche agricole, processi industriali, rating ambientale e sociale delle aziende, tracciabilità.

Dall’altro un innovativo motore capace di raccontare in tanti modi diversi, tutta questa ricchezza e complessità.

Perché la storia di una filiera è l’insieme delle storie delle aziende, persone, prodotti e territori che ne fanno parte.

Unire arte e tecnologia perché accadano cose magiche.

Vivere e ricordare per raccontarle.

R= F+S

c.m.d.


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