Analisi Digitale

La legge fondamentale del reale

Gianluca Mazza Analisi Digitale 8 novembre 2018 Leave a reply

In un precedente articolo concludevo affermando che più lavoriamo per rendere semplici, puliti ed essenziali i processi aziendali (il modo di fare le cose) e più scopriamo una bellezza che emerge.

E’ un lavoro simile a quello che fa il mare:

Tu butti qualcosa in mare, e il mare (dopo un tempo imprecisato e imprecisabile) te lo restituisce lavorato, finito, levigato, lucido o opaco secondo il materiale, e anche bagnato perché così i colori sono più vivaci

(Bruno Munari, Il Mare come artigiano)

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La questione del metodo

Gianluca Mazza Analisi Digitale 7 settembre 2018 Leave a reply

Tutti noi siamo costantemente alla ricerca di un metodo per fare le cose nel modo migliore possibile.

Alcuni esempi:

  • Studiare per gli esami
  • Dimagrire
  • Imparare le lingue
  • Per scoprire nomi e cognomi di chi ci segue su WhatsApp
  • Suonare l’ukulele da autodidatta
  • Fare soldi
  • Tenere sempre pulita la cucina in poco tempo
  • Far dormire i bambini
  • Smettere di fumare
  • Allontanare le zanzare
  • Risparmiare tempo
  • Riordinare l’armadio
  • Archiviare i cd musicali
  • Cucinare una cena improvvisata coi fiocchi!

Cosa significa “modo migliore”?

La mia esperienza mi dice che, di solito valutiamo un metodo in base a 4 caratteristiche:

  • Velocità: il metodo indica il modo più rapido di operare e ci fa risparmiare tempo
  • Semplice: non richiede particolari competenze o conoscenze di partenza e non ci fa fare troppa fatica
  • Risparmio: permette di ridurre al minimo la spesa
  • Sicurezza: il metodo è stato già testato da moltissime persone e il risultato è garantito (a volte in alternativa basta un Testimonial particolarmente influente)

Magari non ci mettiamo a fare un’analisi SWOT ma comunque stiamo intuitivamente attenti a queste 4 caratteristiche.

Se almeno 3 su 4 sono soddisfatte siamo interessati a valutarlo, se addirittura sono soddisfatte tutte e 4 ecco che lo consideriamo il metodo migliore che abbiamo trovato per fare quella certa cosa.

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CODICI SEGRETI E PRODOTTI PARLANTI

filiera narrativa

Tracciabilità esigenza sentita e sempre più diffusa

Chi è? Qual è la sua identità? Da dove viene? Che strada ha percorso fino a qui?

Che sia una transazione finanziaria, un immigrato, un terrorista, un cibo, sempre più ci poniamo queste domande e sempre più cresce l’esigenza di tracciare e monitorare per poter poi ripercorrere all’indietro, ricostruire e quindi conoscere, sapere, capire.

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Go Digital Stay Human

uomini robot - taylorismo digitale

Il taylorismo digitale : uomini e robot.

Le nuove tecnologie stanno diffondendosi nel pianeta ad un ritmo frenetico. Un fantasma che sembrava scomparso con la fine dell’era moderna, il taylorismo , sembra sia ritornato in una nuova forma: il taylorismo digitale

La legge di Moore, uno dei fondatori della Intel, da 50 anni ne descrive più o meno il trend di crescita.

Dice così:

«La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistori per chip, raddoppia ogni 18 mesi».

Stando ai numeri sembra che il nmero di transistori in un chip Intel è passato da 2300 nel primo processore in silicio (Intel 4004 del 1971) a più di 10 mila milioni di transistor di un moderno chip (un po’ meno rispetto alle previsioni della legge di Moore ma comunque un’enormità).

Se poi pensiamo a quanti miliardi di chip sono prodotti ogni anno infilati in PC, smartphone, tablet e automazione industriale capiamo che non c’è speranza. Già oggi ci sono più transistor sulla terra che stelle nell’universo (per la cronaca nel 2010 hanno stimato il numero di stelle dell’universo osservabile in 300.000 trilioni (cioè 3 seguito da 23 zeri).

Che senso ha, dico che senso ha, dibattere e dividersi ancora tra favorevoli e contrari alle nuove tecnologie?

E’ invece molto più interessante, ed estremamente urgente aggiungo, capire come questa digitalizzazione del pianeta terra stia cambiando la vita personale e sociale degli esseri umani che lo abitano.

Le nuove tecnologie digitali ci stanno facendo lavorare, e vivere, meglio o peggio?

Stanno aiutandoci a costruire una società più a misura d’uomo?

Ed in particolare come cambia il modo di fare impresa, di organizzarla, di gestirla? Come si integrano risorse digitali e risorse umane in modo da ottenere il massimo vantaggio?

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List first – le liste e la Business Intelligence.

le liste e la business intelligence
Gianluca Mazza Analisi Digitale 4 maggio 2015 Leave a reply

Alcuni la chiamano business intelligence .

Anche l’attività di analisi dei dati (la cosiddetta Business Intelligence) può essere vista come un “sistema di liste”.

Uno dei miei libri preferiti “Alta fedetà” di Nick Hornby inizia così:

Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico:
1) Alison Ashworth
2) Penny Hardwick
3) Jackie Allen
4) Charlie Nicholson
5) Sarah Kendrew
Ecco quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura? Ammetto che rientreresti tra le prime dieci, ma no c’è spazio per te tra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppare”.

Il protagonista, Rob Fleming, ha la mania di stilare liste di Top Five su tutto, come per esempio:

1 – Film in versione originale sottotitolata
2 – Migliori canzoni di apertura di lati A di 33 giri di tutti i tempi
3 – Donne che non vivono dove vivo io, da quello che so, ma che sarebbero benvenute qualora volessero traslocare
4- Musica che voglio sia messa al mio funerale
5 – Attività più accattivanti da bambino

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